Città intelligenti: il futuro è Smart...Cities

 

FONDI A DISPOSIZIONE DELLE CITTA’ PER DIVENTARE PIU’ SMART IN TERMINI DI INNOVAZIONE, SOSTENIBILITA’ ED ACCESSIBILITA’ .

 

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Negli ultimi anni il tema delle “Smart City”, le cosiddette città intelligenti, sono materia di convegni, dibattiti, tavole rotonde, ma quanto si sta facendo veramente in materia? Quante città si stanno evolvendo in termini di innovazione e servizi sempre più efficienti?. 

La questione  ha un approccio multidisciplinare in cui i temi della mobilità, della pianificazione urbana e dell'ambiente, questioni classiche per chi parla di agglomerati urbani, s'intrecciano con le nuove frontiere della tecnologia, del digitale, dell'efficientamento energetico e, soprattutto, della sostenibilità. A queste questioni si affianca anche la sempre maggiore urbanizzazione diffusa a livello mondiale: si calcola, infatti, che da qui al 2050 si concentrerà nelle città il 66 per cento della popolazione mondiale. Un trend in netta ascesa se si pensa che, secondo le Nazioni Unite, negli anni Cinquanta era solo il 30 per cento della popolazione a vivere in città.

Un report di IDC (International Data Corporation) calcola che entro la fine del 2018 la spesa in soluzioni tecnologiche abilitanti la realizzazione di progetti smart city, in tutto il mondo, arriverà a toccare gli 80 miliardi di dollari, per giungere a toccare quota 135 miliardi nel 2021. Di questo immenso fiume di investimenti a farne da padrone sono Stati Uniti e Cina che investiranno in politiche per l'urbanizzazione intelligente poco più di 20 miliardi ciascuno, generando un tasso di crescita annuo (Carg) atteso tra il 19 ed il 20%. 

In questo quadro gli investimenti per le smart cities in Italia rischiano di non riuscire a stare al passo con l'inclinazione mondiale sul tema. Infatti, sebbene nel nostro paese si contano molte buone pratiche diffuse in diversi comuni, è assente una politica organica che sia in grado di mettere a sistema le pratiche sperimentate in giro per lo stivale dove solo il 48% dei comuni con più 15.000 abitanti ha avviato almeno un progetto nel triennio 2015-2017. Di questi progetti, solo nel 37% dei casi si è riusciti ad andare oltre la fase di sperimentazione, estendendo le iniziative progettuali all’intero territorio urbano in modo permanente. 

Un esempio virtuoso è rappresentato dal progetto annunciato per Segrate (Mi), denominato Milano4you, uno Smart District di circa 90.000 m2 in grado di sfruttare soluzioni energetiche e architettoniche all’avanguardia, dotato di un sistema operativo per catturare, integrare ed elaborare i dati provenienti da diverse fonti (ad esempio ambientali, energetiche, legate alla sicurezza o alla mobilità) per offrire più servizi ai residenti. 

Si tratta di un esempio che deve diventare un punto di riferimento per l'organizzazione delle politiche di innovazione urbana a cui si deve necessariamente accompagnare un lavoro di sostegno che spetta, inevitabilmente, all'Anci a cui va comunque dato atto di aver realizzato una piattaforma, Italian Smart Cities, che punta ad essere un archivio digitale di tutte le "buone" pratiche innovative diffuse nel nostro paese.  

Tale piattaforma va ampliata, arricchita e resa la base per costruire un tavolo di programmazione generale attraverso cui convogliare e organizzare al meglio le risorse per le smart cities italiane affinché non vada perduta una straordinaria occasione di sviluppo e di competitività a livello globale. I sindaci dei comuni italiani hanno la grande opportunità di rivoluzionare le città, con fondi europei, per questo non può essere questa l'ennesima occasione mancata. 

 

APPRODONDIMENTI: 

Italian Smart Cities