Le figure femminili escluse dai libri scolastici e dalla Toponomastica 

COME POSSONO CRESCERE I NOSTRI BAMBINI CON UNA VISIONE PARITARIA SE A SCUOLA STUDIANO QUASI SOLO ESCLUSIVAMENTE LE FIGURE MASCHILI? E SE LE STRADE/PIAZZE SONO INTITOLARE AI NOSTRI UOMINI ENTRATI NELLA STORIA E LE FIGURE FEMMINILI PRESENTI SONO RAPPRESENTATE SOLO DA SANTE, MADONNE E FIGURE MITOLOGICHE?. 

 

Banner Toponomastica femminile

Sono più che mai convinta che, al giorno d'oggi, l’educazione alla “parità di genere” passi necessariamente per l’impegno delle Istituzioni a sensibilizzare i cittadini, a partire dalle scuole elementari, sui temi delle pari opportunità, nel rispetto delle differenze “di genere” o dell'orientamento sessuale e della cultura anti – sessista. Non esiste alcun cambiamento “culturale” che non sia accompagnato da una rinnovata educazione civica e pedagogica. 

Questo è il ruolo delle Istituzioni, soprattutto in un’epoca nella quale la fragilità maschile nei confronti dell’indipendenza acquisita dalle donne, dopo secoli di subalternità, si rivela nelle più drammatiche forme di violenza e barbarie. 

La possibilità di iniziare un percorso paritario rinnovato parte anche da piccoli segnali. Perché, piazze, biblioteche e strade sono intitolate esclusivamente a uomini, mentre delle donne che hanno ricoperto ruoli importanti (scienziate, capi di governo o attiviste politiche, intellettuali, musiciste, medici etc.) non si fa menzione? Perché i libri di testo nelle scuole primarie e secondarie presentano la storia del nostro Paese (e del mondo) come se le donne non fossero mai esistite e non avessero mai avuto alcun ruolo

Hanno fatto di tutto per fermare l'ascesa delle donne. Prima alle persone di sesso femminile era proibito fare qualsiasi cosa: andare a scuola, all'Università, ricoprire cariche pubbliche, scrivere e persino leggere libri. Il suffragio universale è stata ad esempio uno dei più grandi traguardi della storia. Se pensiamo che le donne in Arabia Saudita possono guidare solo dal 2017 e che l'Italia invece abolisce solo nel recente 1981 il delitto d'onore ed il matrimonio riparatore. Ma le donne coraggiose hanno violato molte delle imposizioni, anche mettendo a rischio la propria vita, attraverso l'utilizzo di pseudonimi nella scrittura e nella pittura, l'utilizzo di travestimenti anche durante le guerre più feroci. 

Logo associazione toponomastica

Il mio impegno, quindi, è rivolto a cominciare dalle piccole grandi cose, come da un riequilibrio nella Toponomastica femminile nelle nostre città e una riforma dei testi scolastici, affinché possano includere il riferimento alle grandi donne che hanno caratterizzato la storia dell’occidente e della nostra cultura, così come tutte quelle che, silenziosamente, attraverso le lotte e le mobilitazioni, hanno contribuito al raggiungimento, seppur formale, di una parità di genere e per il riconoscimento dei diritti delle donne. 

Importante e di grande professionalità è stato il lavoro del gruppo, poi diventato associazione, capitanato dalla professoressa Maria Pia Ercolini, che ha:

Progetto Anci Toponomastica

1. Mappato la toponomastica italiana ed estera delle strade/piazze italiane in ogni singolo comune per calcolare quelle dedicate alle donne così da averne i dati nazionali ed internazionali;

2. Attivato bandi nelle scuole e nei comuni per far fare agli alunni ricerche sulle donne che si sono contraddistinte sui propri territori da creare un vero e proprio archivio di tutte le figure femminili;

3. Dato vita alle buone pratiche nei comuni facendo presentare a gruppi, associazioni, consiglieri ed assessori proposte ai sindaci per intitolare le prossime vie/piazze/giardini/scuole/biblioteche alle figure femminili;

4. Creato un vero e proprio archivio con le biografie delle donne;

5. Avviato una campagna di sensibilizzazione. 

Oltre ad un mio sostegno ed aiuto personale nelle attività, da Consigliere comunale di Pianezza (Torino), ho proposto alla Commissione “Pari Opportunità” dell’ANCI, della quale ero membro, un progetto dal titolo “Buone pratiche della toponomastica cittadina”, per sensibilizzare tutti i sindaci d’Italia affinché intitolassero vie, strade, piazze, piste ciclabili, biblioteche, scuole e parchi alle figure femminili della storia d’Italia. Questa proposta mi ha permesso, da un lato di approfondire questa tematica con un'attività di studio relativa alla presenza di vie “al femminile” presenti nel comune in cui esercitavo il mio ruolo di amministratrice (appena il dieci per cento); dall'altro mi ha permesso di tradurre la teoria in pratica presentando, insieme alle colleghe assessori, Marilù Murialdo e Marina Valfrè, al Consiglio e alla Giunta di Pianezza un testo che prevedeva di dedicare a tre donne le prossime strade a cui dare un nome nel territorio comunale. 

 

Anci

Si è trattato di uno dei primi atti del genere, approvato peraltro all'unanimità, presentato in un Comune italiano. Sarà importante non lasciare isolato tale gesto: mi impegnerò, infatti, affinché tale atto di sensibilizzazione venga presentato presso tutti i livelli istituzionali presenti nel nostro paese. Non solo, il mio intento sarà anche quello di far in modo che l’ANCI istituisca delle commissioni ad hoc per vigilare sul lavoro dei sindaci in materia di parità di genere.

 

 

 

APPROFONDIMENTI:

Toponomastica femminile

Interviste a Maria Pia Ercolini

Verbale di deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Pianezza in merito all'ordine del giorno sulla Toponomastica femminile