Disability Pride: aderisco convintamente, da anni impegnata su abbattimento "barriere"

da anni promuovo progetti ed attività di sensibilizzazione sull'abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali. In Italia discriminare le persone con disabilità è diventata la normalità. Siamo abituati ed assuefatti dalle violazione dei diritti fondamentali. Le barriere sono una delle forme più spietate d’ingiustizia, sono ostacoli che impediscono l’inclusione sociale ed il normale svolgimento della quotidianità delle persone disabili.

Immagine Disability Pride

Il Disability Pride, la Giornata Nazionale dell'orgoglio delle Persone con Disabilità è alla sua quarta edizione e si è svolto per la prima volta a Roma. Alla manifestazione, che negli scorsi anni si è tenuta in Sicilia e in Campania, ma in edizioni ridotte rispetto a quest'ultima, ha sfilato un corteo lungo mezzo chilometro nel centro della Capitale, domenica 15 luglio 2018, da piazza Venezia a piazza del Popolo.

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Ho deciso di aderire convintamente al Disability Pride perché da anni promuovo progetti ed attività di sensibilizzazione sull'abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali. In Italia discriminare le persone con disabilità è diventata la normalità. Siamo abituati ed assuefatti dalle violazione dei diritti fondamentali delle persone con disabilità. Le barriere sono una delle forme più spietate d’ingiustizia, sono ostacoli che impediscono l’inclusione sociale ed il normale svolgimento della quotidianità delle persone disabili.

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L'iniziativa, organizzata dalla Disability Pride Onlus in collaborazione con la Fondazione Anmil 'Sosteniamoli subito', ed il patrocinio del Comune di Roma, del Parlamento Europeo, dell'Anci e dell'Ambasciata Britannica, si è posto come obiettivo quello di rivendicare con orgoglio il diritto di avere le stesse opportunità dei normodotati

Tra i più combattivi e determinati al raggiungimento di una parità di fatto, vi è l'avvocato Dario Dongo, membro del comitato direttivo di Disability Pride Onlus e fondatore di Great Italian Food Trade

Sulla manifestazione è intervenuta anche la Sindaca di Roma, Virginia Raggi affermando: “le persone con disabilità devono avere la priorità nei servizi anagrafici municipali. Non c’è una normativa nazionale che lo prevede ma noi abbiamo deciso che le persone con disabilità   avranno priorità anche per le famigerate carte di identità elettroniche. Abbiamo inoltre avviato una mappatura vera delle barriere architettoniche in città e creato una task force con la polizia locale che per 90 giorni è andata a sanzionare le soste sui parcheggi e sulle rampe per i disabili. In 90 giorni ci sono state già  mille sanzioni. E questo da’ una fotografia di una Roma incivile. La capitale non è ancora accessibile a tutti, inutile prenderci in giro, ma è importante tracciare un punto di partenza" Ma le proteste non mancano: come quella di Ileana Argentin che ha iniziato uno sciopero della fame, seguita da un medico, per protestare contro la situazione delle buche sulle strade di Roma che non consentono più gli attraversamenti, privando dell'autonomia qualsiasi persona con disabilità. 

Immagine avvocato Dario Dongo

L'inclusione delle persone con disabilità passa anche attraverso la necessità  di abbattere, oltre le barriere architettoniche, anche quelle culturali, facendo rispettare le leggi e stanziando risorse adeguate. Ne hanno parlato istituzioni e rappresentanti della società civile in un incontro in Senato, proprio in vista del Disability Pride. All'iniziativa, titolata 'Disabilità, orgoglio o pregiudizio?', hanno preso parte numerosi rappresentanti delle organizzazioni impegnate nella diffusione delle istanze avanzate dai cittadini che vivono una forma di disabilità e chiedono a gran voce di cambiare paradigma. "Sono lieto di ospitare un convegno dedicato alla nostra civiltà, che accoglie e deve sempre meglio accogliere una crescente quota di individui con disabilità. Non c’è democrazia senza inclusione. E ci si devono impegnare tutte le parti politiche, al governo come all'opposizione", ha affermato il senatore Edoardo Patriarca, promotore dell'evento insieme all'avvocato Dario Dongo.

“L'impegno per un mondo maggiormente aperto alle persone con disabilità trova riscontro nei dati che certificano il fatto che 1 individuo su 6 oggi ha una disabilità (World Report on Disability, WHO-OMS, 2011) e il dato è destinato purtroppo a crescere in Paesi come l’Italia che si distingue sia per la longevità, sia per il calo demografico superiore alla media” - ha ricordato l'avvocato Dario Dongo, al fine sottolineare il punto cardine della manifestazione cioè la rivendicazione dei diritti dei disabili, sanciti dalla Convenzione Onu ancora largamente disattesa. “Ogni cittadino con esperienza di disabilità motoria - temporanea o permanente - conosce la frustrante condizione di vivere e muoversi ogni giorno nella cosiddetta società civile. Tra le norme in vigore e la loro disapplicazione, l'Italia si trova all’età della pietra. Servono investimenti, nel pubblico come nel privato, per abbattere con urgenza le barriere culturali e quelle architettoniche che ne derivano. Investimenti che innescano un percorso virtuoso, nella direzione di una società davvero inclusiva, stimolando l'economia e l'occupazione in Italia”.

Dongo, attraverso un reportage fotografico ha evidenziato alcuni dei numerosissimi luoghi non accessibili nel Lazio. Nella lista della vergogna compaiono le università di Bari, Modena, Napoli, Viterbo. Persino l'accesso all'ospedale CTO di Roma, che ospita una delle poche Unità Spinali del Centro-Sud, complicato da una ripida salita, impossibile da percorrere in autonomia su una sedia a rotelle. Sempre nella Capitale, l’entrata principale della ASL 3 in via Portuense, impedita dal posizionamento di blocchi. Inaccessibile, ed esempio, anche l’Ufficio centrale delle Poste Italiane a Roma, in via Marmorata. A dispetto delle celebrazioni per i campioni delle paralimpiadi e dei noti benefici riabilitativi del nuoto, non è accessibile la sede della Piscina dei Mondiali di Nuoto 2009 a Roma

PISCINE NON ACCESSIBILI

Seggiolino per disabili

Una sola piscina in tutta la Capitale ad essere accessibile ai disabili, la Piscina delle Rose all’Eur, provvista di sollevatore per disabili. Una sola struttura, peraltro attiva per soli tre mesi, non essendo autorizzata alla realizzazione di una copertura che consenta l'apertura invernale a causa di vincoli paesaggistici. Altro tema oggetto di battaglia. A differenza di Roma, invece, a Milano tutte le piscine comunali hanno il sollevatore per i disabili. Costa poche migliaia di euro e permette inclusione sociale. Perché la capitale non si attiva per eliminare questa discriminazione? 

SPIAGGE NON ATTREZZATE PER I DISABILI

La situazione, poi, assume caratteri catastrofici, soprattutto con l’avvicinarsi delle vacanze estive - segnala sempre l’avvocato Dongo - per l'accesso alle spiagge. Mentre sono ormai capillari le Bau Bau Beach, quelle dotate di accessibilità restano un miraggio. Sono pochissime, su tutto il territorio nazionale, gli stabilimenti attrezzati. Perché tutto questo è affidato ad imprenditori di buona volontà che hanno creato lidi d’eccellenza. Lo scenario documentato l'anno scorso dalla Fondazione Serono non è migliorato. Anzi, l’unica spiaggia pienamente accessibile nei pressi di Roma, è La Madonnina di Focene - chiusa però per vincoli burocratici. La vicenda nasce anni fa, quando un tratto di arenile di Focene (comune di Fiumicino) viene concesso dal Demanio ad un convento di suore che lo concede a sua volta a una associazione di volontari. Anche grazie all’impegno del parroco di Focene, si realizza una spiaggia senza barriere - spiega l'avvocato Dongo - uno stabilimento semplice ma dotato di tutto quello che è necessario per varie forma di disabilità. Ma ad un tratto i clienti hanno trovato i cancelli chiusi a causa di una denuncia per abuso edilizio. Motivo? I volontari, con le poche migliaia di euro raccolte dagli sponsor, hanno realizzato delle tettoie in legno per difendere i visitatori dal sole perché l’anno prima per il caldo, si erano verificati diversi malori. Pertanto chi è disabile non può recarsi in spiaggia? Non può andare in vacanza o divertirsi come tutti gli altri?

Locandina Disability Pride

È evidente che quando si parla delle persone con disabilità, dei loro diritti e della loro dignità, sanciti da leggi all’avanguardia (solo per citarne qualcuna: Legge 13/89 – 104/ 92 – 68/99 – 67/2006, Legge 112/2016 Dopo di Noi) va detto con la giusta determinazione che il contratto sociale stipulato in tutti questi anni con i nostri governanti, che li obbligava ad interventi determinanti e troppo spesso a vuoto annunciati, è saltato completamente" - ha spiegato Bruno Galvani, Presidente Fondazione Anmil Onlus, snocciolando i dati Censis di dicembre 2017. "L'Italia è tra gli ultimi in Europa per risorse e servizi investiti a favore delle persone disabili. Si spendono 438 euro pro-capite annui, meno della media europea (531 euro), lontanissimi dal Regno Unito (754 euro). Solo la Spagna (395 euro) si colloca più in basso del nostro Paese".

"La celebrazione della convenzione Onu sui diritti delle persone disabili, tema centrale del Disability Pride, non deve far dimenticare che, sebbene la sua attuazione sia fondamentale per la corretta inclusione delle persone con disabilità all'interno della società, affinché ci sia una vera inclusione è necessario un cambiamento culturale che passa necessariamente per la conoscenza, da parte della gente comune, del mondo della disabilità, con le sue varie sfaccettature", ha sottolineato Carmelo Comisi, presidente della Disability Pride Onlus.
Il professor Francesco Schittulli, presidente della LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori), ha a sua volta richiamato come 5 milioni di individui oggi in Italia abbiano incontrato malattie oncologiche, con un indice di sopravvivenza in crescita (prossimo ai 2 pazienti su tre) che spesso attraversa diverse forme di disabilità.

Sito Disability Pride

Allargare il dialogo "con tutti gli interlocutori (associazioni, istituzioni, settore privato e università) sul tema dell'inclusività e coinvolgere più paesi nell’approcciare le stesse tematiche in maniera univoca" è la strada da percorrere, secondo l'avvocato Ruggero Aricò, vicepresidente di Disability Pride Onlus.

 

 

 

 

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PERCHE' ADERISCO AL DISABILITY PRIDE - LE MIE PRECEDENTI BATTAGLIE PER LE PERSONE CON DISABILITA' MOTORIE E SENSORIALI

Nel nostro Paese, esiste un esercito di “invisibili” a cui è impedita il legittimo accesso ai vari settori della società: dal lavoro, alla cultura, allo sport ed al tempo libero. Sto parlando delle persone con disabilità, cui vengono violati ogni giorno i propri diritti a causa di barriere architettoniche e sensoriali. 
La disabilità motoria

Affronto questa tematica citando il caso più emblematico che coinvolge il Comune di Roma. Nel marzo del 2012, infatti, il Tribunale Civile di Roma condannò lo stesso per “condotta discriminatoria” nei confronti di una persona con disabilità. A questo si aggiungono violazioni quotidiane: basti pensare che nel centro storico solo il 10% delle fermate degli autobus sono accessibili a persone con disabilità, mentre ben 12 delle 27 fermate della linea A della Metropolitana presentano barriere architettoniche. A tutto ciò andrebbe aggiunto, poi, l’annoso problema dell'inaccessibilità alle zone pedonali, marciapiedi e piazze (eclatante fu il caso del rifacimento di Piazza S. Silvestro, sotto l'amministrazione Alemanno, che nel 2011 venne dichiarata non accessibile alle persone con disabilità). 

Roma è solo un esempio che serve a sottolineare la necessità per gli enti locali di attuare un vero e proprio piano di mobilità e un programma di abbattimento delle barriere fisiche, capace di tener conto non solo delle disabilità motorie, ma anche di quelle sensoriali. L’accessibilità, però, non deve significare semplicemente facilitare le condizioni di vita delle persone con disabilità, ma vuole comportare una vera e propria “rivoluzione copernicana” nel modo di intendere la disabilità, la libertà di movimento e l’accesso alla cultura. 

Gli interventi necessari per realizzare una piena parità, eliminando qualsiasi discriminazione, non corrispondono a programmi utopistici e irrealizzabili. Si tratta, al contrario, di realizzare un programma minimo, dai costi contenuti per la spesa sociale. 

Questo programma “minimo” prevede, innanzitutto, come si diceva, un piano della mobilità in tutte le città d’Italia che realizzi pienamente e garantisca la possibilità per l’utente di muoversi e aver libero accesso alla cultura, alla formazione e agli spettacoli. È necessario, quindi, dar respiro ed effettiva esecuzione alla ratifica italiana della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Infatti, all’art. 30 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità si legge chiaramente:

Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità: (a) abbiano accesso ai prodotti culturali in formati accessibili; (b) abbiano accesso a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attività culturali, in formati accessibili; (c) abbiano accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, abbiano accesso a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale”.

Simboli disabilità sensoriali

Quando si parla di disabilità sensoriale si fa riferimento alle persone affette da patologie come la cecità o l’ipovisone con visus non superiore a 3/10; la sordità o l’ipoacusia con perdita uditiva superiore a 25 decibel in entrambe le orecchie; la sordocecità caratterizzata dalla compresenza delle due disabilità sensoriali visive e uditive. Tali forme di disabilità sensoriale pregiudicano spesso la vita di relazione e la comunicazione, ma anche la quotidianità.

A soffrire di disabilità sensoriali, in Italia, è un esercito di quasi 200mila persone a cui la legge n. 107 del 2010 ha finalmente riconosciuto per la prima volta la sordocecità come una disabilità unica. Ma la legge, pur affermando ciò, definisce sordocieche solo le persone cui siano riconosciute distintamente entrambe le minorazioni, sordità e cecità, sulla base della legislazione vigente. Di fatto, quindi, la sordocecità è considerata ancora come una sommatoria di due distinte disabilità.

Lì dove non arriva la norma, spesso arrivano le attività meritorie del mondo associativo: è il caso dell'associazione “Culturabile” che si occupa di sottotitolazione, audiodescrizione, respeaking per l'accessibilità culturale a favore dei disabili sensoriali al cinema ed al teatro. 

L'audiodescrizione, promossa dal progetto MovieReading. è una tecnica che consiste nell'inserire una traccia audio nelle pause (possibilmente) non pertinenti tra le battute di un dialogo all'interno di un prodotto audiovisivo (film, performance teatrale, evento sportivo o simili) allo scopo di esplicitare ambientazione, costumi, movimenti, gesti e tutti quegli elementi che un pubblico ipovedente o non vedente può ricevere solo attraverso la voce. Questo permette di accompagnare il pubblico ipo- o non vedente nella fruizione di un prodotto audiovisivo, mixando sapientemente oggettività e interpretazione, narrazione e descrizione. E' un lavoro di squadra, che spesso coinvolge anche i soggetti target nella stesura dello script; è un processo collaborativo dall’elevata funzione di inclusione sociale. L'audiodescrizione viene solitamente trasmessa da una cabina di regia direttamente in cuffia. 

Con strumenti innovativi e con gli stessi obiettivi, è nato ad esempio il progetto “AUDIOLIBeRI”, sostenuto da Vera Arma della Onlus CulturAbile, da Laura Raffaeli presidente della Onlus per disabili sensoriali Blindsight Project e da Freerumble (Italian Podcast Network), al fine di diffondere le letture per bambini con disabilità visive e uditive, letture che si rivelano preziose anche per bambini dislessici. “Il progetto – spiegano le componenti delle associazioni - rappresenta un piccolo esempio di buona volontà e sensibilità, per rispettare i diritti fondamentali di ogni essere umano, come quello alla cultura. L’augurio è che si possa arrivare presto alla fruibilità anche per tutte le letture nella scuola dell’obbligo, in particolar modo nella scuola primaria (elementari), che risulta essere priva di sostegno, ausili e letture accessibili per persone con disabilità”.

Sul tema della parità di accesso alla cultura ho avuto il piacere di fornire anche un mio contributo nell'ambito di un convegno organizzato proprio da Blindsight Project a Milano in occasione della Reatech 2012, la Fiera sulle innovazioni per le persone disabili

Blindsight Project nel corso degli anni lanciato tantissime iniziative meritorie sul versante delle disabilità sensoriali che vanno dalle dalla prima edizione del Roma Fiction Fest e della Festa del Cinema di Roma, con proiezioni interamente audiodescrittealla campagna sul Cane guida, alla campagna di sensibilizzazione a favore dei passaggi pedonali liberi chiamata Pedonal Free. Ed ancora, cene sensoriali dove riscoprire l'importanza dei sensi, Gardaland accessibile con il progetto Easy Rider, viaggiare informati con il servizio per la mobilità, formazione nelle scuole per l'abbattimento delle "barriere mentali e del pregiudizio" e corsi di autodifesa "Sensoriali Pad".

Freedom of moving

Ad affiancare il lavoro delle associazioni vi sono poi le imprese sociali ed etiche che apportano un contributo in termini di innovazione tecnologica per l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali. Anche questo vuol dire promuovere un’economia della sostenibilità che incentivi un miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità e, dunque, il progresso sociale. In tal senso non posso non citare il progetto Freedom of moving, ideato da Dario Rolfi imprenditore nel settore dei veicoli con innovazione per la mobilità delle persone disabili, in collaborazione con il giornalista Franco Bomprezzi, disabile motorio, noto per il blog del Corriere della Sera "Invisibili", scomparso prematuramente. 

Il tema di fondo che voglio rappresentare attraverso queste riflessioni tende a non ammainare la bandiera dei diritti: abituarsi alla violazione dei diritti non solo è deleterio ma rischia di aprire le porte ad un arretramento degli stessi. E quando ogni giorno in tutta Italia non si rispettano i diritti delle persone con disabilità? In questo senso lo strumento della class action, ovvero la possibilità di associare più persone in un unico procedimento giudiziario, rappresenta un'arma importante per tutelarsi. 

Ecco, dunque, che parole come collaborazione, buone pratiche, avanzamento dei diritti devono diventare parole d'ordine rispetto ai tanti punti dell'accessibilità che, mai come oggi, riguarda una fetta sempre più cospicua della popolazione.

 

APPROFONDIMENTI:

Secondo Manifesto Europeo sui diritti delle donne disabili

"Voci di donne" - Rapporto di ricerca sulle donne con disabilità 

Video accessibile alle persone con disabilità visive sul rapporto Di.Re contro la violenza sulle donne

Intervista a Laura Raffaeli - Presidente di Blindsight Project

 

APPROFONDIMENTI SU PROGETTI ED ATTIVITA':

Reatech 2012: Blindsight Project dice basta alle parole, chiede fatti e collaborazione tra associazioni

Convegno Reatech sul libero accesso delle persone disabili allo spettacolo e alla cultura

Libero accesso allo spettacolo e alla cultura con l'associazione Blindsight Project di Laura Raffaeli, CulturAbile di Vera Arma, Barbara La Rosa, Elena Fazio (attrice protagonista di Laura per Tutti): atti del convegno

AudioLiberi: la voce delle donne per leggere le fiabe ai bambini con disabilità visive

Lettera al Ministro per la Pubblica Amministrazione (2012): sollecito al rispetto della legge 4/2004 sull'accessibilità degli strumenti informatici

Lettera al MIUR per l'utilizzo nelle scuole di libri di testo accessibili

Lettera al Comune di Parma per un Bando inaccessibile e discriminatorio 

"Laura per tutti" - Lo spettacolo teatrale di Laura Raffaeli

Barbara La Rosa racconta la storia di Laura Raffaeli: in un dramma la forza per aiutare gli altri


STADIO ACCESSIBILE ALLE PERSONE CON DISABILITA' 

Il caso dell'accesso agli stadi di calcio per le persone con disabilità dà il senso di come sia necessario iniziare dai piccoli gesti per garantire i diritti fondamentali. Solo iniziando a trattare il tema della disabilità e dell’accesso al cinema, alla cultura, allo spettacolo, allo sport, ho iniziato a capire realmente cosa volesse dire vivere in una città fatta di barriere. Nel caso dello sport, renderlo accessibile alle persone con disabilità non vuol dire solo permettere di farlo praticare a tutti, ad alti livelli, ma significa anche rendere fruibili i luoghi dove lo si pratica, per garantirne l'inclusione sociale

Disabili allo stadio

In particolare  voglio soffermarmi sull'accessibilità agli stadi, dal momento che in Italia si parla del calcio in tutti i termini possibili tranne che della fruibilità degli stadi. Proprio questo, infatti, è il tema centrale del progetto Stadi Accessibili promosso nel 2014 dal Dipartimento politiche sociali di Myroma, il Supporters Trust dell’A.S. Roma Calcio. Decisi subito di sostenerlo. Tutte le squadre dovrebbero lanciare lo stesso progetto ed unirsi per chiedere l'adeguamento delle strutture. Myroma, era la prima realtà del suo genere nata in Italia, è entrata in contatto con il CAFE (Center for Access to Football in Europe) il quale, con il patrocinio dell’UEFA, si occupa di garantire l’accessibilità degli stadi di calcio europei.

Il CAFE e l’UEFA hanno prodotto la “Guida per le buone pratiche per uno stadio accessibile ed una partita piacevole”, contenente le linee programmatiche in materia di accessibilità. 

Ecco alcune delle attività nate per sensibilizzare gli utenti ed abbattere le barriere architettoniche negli stadi:

1. Audiodescrizione per i Non Vedenti - Per quanto riguarda in particolare i non vedenti, sempre seguendo le linee guida CAFE – UEFA, Supporters Trust chiede alle squadre di implementare un servizio di audiodescrizione delle partite giocate in casa all’interno dello Stadio olimpico: ad oggi, i tifosi non vedenti che si vogliono recare allo stadio, per assistere alla partita, possono richiedere un apposito device con il quale seguire la partita, ascoltandone contemporaneamente l’audiodescrizione.

2. Stadio Bus per i disabili motori - Lo Stadio Bus 2012, per accompagnare le persone disabili allo stadio, è un progetto che si e’ realizzato in occasione del 138° derby di campionato tra A.S. Roma e S.S. Lazio, promosso dall’associazione dell’azionariato popolare giallorosso MyROMA, in collaborazione con la Fondazione Gabriele Sandri e la Cooperativa Sociale Onlus “Nuovi Orizzonti”, con lo scopo di porre l’attenzione sul tema della disabilità.

3. Spazi accessibili all'interno dello stadio - All’interno degli impianti sportivi, dovrebbero esserci spazi accessibili per persone con disabilità – e per disabilità non s’intende soltanto quella motoria ma anche uditiva e visiva – in tutti i settori e non solo nelle aree attrezzate, che creano isolamento invece di creare inclusione sociale.

E le altre squadre di calcio cosa stanno facendo in materia? Hanno recepito la guida? Se la risposta fosse affermativa, i tifosi me lo segnalino al fine di mappare la situazione italiana. L'impegno su questo tema di fondamentale importanza, innanzitutto culturale, non avrà fine fin quando tutti gli stadi non avranno adeguato le loro strutture rendendolo pienamente fruibili a tutte le persone con disabilità.