Autonomi e liberi: i professionisti in Italia oggi senza tutele

Un'intera economia sotto scacco, in cerca di regole eque e giustE. Sono i liberi professionisti che, in Italia, contando solo quelli iscritti a un albo professionale, superano la quota di 1,4 milioni e costituiscono il 5% delle forze lavoro e il 25% del complesso del lavoro indipendente. 

 

Immagine di professionisti

In Italia i liberi professionisti rientrano tra le categorie di lavoratori meno tutelate: queste figure, infatti, sono sprovviste di qualsiasi forma di garanzia previdenziale e di tutela sociale. Basti pensare, per fare un esempio, la penalizzazione che subisce un lavoratore autonomo, rispetto ad un lavoratore dipendente, nel caso in cui debba assistere un familiare o si abbiano problemi di salute oppure all'assenza di garanzie per le lavoratrice in gravidanza. 

La digitalizzazione dell’economia spinge a guardare il mondo del lavoro con occhi nuovi, in quanto a fronte di un mercato del lavoro dinamico e innovativo, bisogna estendere le tutele e le protezioni sociali, un tempo appannaggio del lavoratore dipendente: sostegno al reddito in periodi di inoccupazione, ammortizzatori sociali, tutela della malattia, diritto al riposo e alla pensione, attraverso una riforma del sistema previdenziale e del mercato del lavoro; al contempo, bisogna escogitare metodi di incentivazione per i lavoratori e per le aziende, affinché  si realizzi una efficace allocazione delle risorse umane e si riesca a contrastare il lavoro povero, sottopagato e dipendente.

Va combattere il corporativismo dilagante all’interno del settore pubblico e il parassitismo della burocrazia statale. Bisogna ottenere la liberalizzazione degli ordini professionali.

Il fatto, poi, di aver assistito, nel corso degli anni, ad un continuo ed ingiustificato aumento dell'IVA, spesso utilizzato anche come clausola di salvaguardia in diverse manovre finanziare, ha prodotto uno stato di non concorrenzialità per i lavoratori autonomi rispetto ai loro pari nel resto del mondo. Ed è pronto un altro aumento per dicembre che, se confermato, segnerà il crollo dei consumi e la chiusura di molte aziende. 

È indispensabile, infine, una legge sull’equo compenso per dare la giusta dignità a tutti i lavoratori autonomi: introdurre i minimi tariffari inderogabili e garantire la qualità delle prestazioni a fronte della giusta retribuzione. 

Obiettivo è realizzare una libera concorrenza di qualità tra prestatori d’opera e professionisti fieri di esserlo.