ADHD: il Ministero approvi linee guida per riconoscerlo

l’ADHD è un disturbo che comporta, per adulti e bambini che ne sono affetti, notevoli problematiche sia di apprendimento sia di gestione della propria vita sociale. Ne consegue un'incapacità o grave difficoltà di acquisire e mantenere un comportamento adattato nell'ambiente familiare ed extradomestico.

 

Mani

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente. 

L’ADHD è un vero problema, per l’individuo stesso, per la famiglia e per la scuola, e spesso rappresenta un ostacolo nel conseguimento degli obiettivi personali e per la sua socialità. E’ un problema che genera sconforto e stress nei genitori e negli insegnanti i quali si trovano impreparati nella gestione del comportamento del bambino e da studi risulta che ne sia affetto il 4% della popolazione italiana.

Sebbene il problema sia stato ormai ben identificato e delineato nella letteratura internazionale e, quindi, diagnosticato e trattato da molti pediatri e neuropsichiatri, nel nostro paese esso è stato finora trattato in modo non sufficientemente demarcato dalla cosiddetta Sindrome da iperattività, termine generico che si riferisce ad una costellazione sintomatologica etio-patogeneticamente disomogenea, che contiene una serie svariata di disturbi organici o funzionali dei meccanismi di controllo dell’attività, alla cui base, spesso, esistono deviazioni dei meccanismi psico-emotivi, sconfinanti in veri e propri disturbi di personalità.

In molti, dalle associazioni familiari, agli Istituti scientifici e di cura denunciano il ritardo dell'Italia; le scarse prese in carico del servizio sanitario nazionale e della scuola, forse a causa della mancata informazione o preparazione, non fanno che aumentare il disagio dei soggetti affetti senza fornire di un’adeguata assistenza socio – sanitaria.

E' scientificamente attestato da lavori e pubblicazioni in campo internazionale ed attestati dal Ministero della Sanità che i citati casi, trattati con il farmaco metilfenidato (Ritalin), registrano una totale regressione, ovvero un significativo e determinante miglioramento della sintomatologia, incidendo sull’ equilibrio sul metabolismo dei neurotrasmettitori simpatici. 

RICONOSCERE LA PRESENTA DEL DISTURBO ADHD PERMETTE D'INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE SULLA PROBLEMATICA.

Sebbene il lodevole lavoro effettuato negli ultimi anni da associazioni di familiari attive sull’ADHA come AIFA Onlus e ANGSA Onlus e da istituzioni scientifiche autorevoli nelle figure del Centro per lo studio delle Terapie Farmacologiche in Neuropsichiatria dell'Infanzia dell’Università di Studi di Cagliari e nell’IRCCS FONDAZIONE STELLA MARIS, sede del Centro di Riferimento Regione Toscana per le terapie farmacologiche del Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività, abbiano posto le basi per sviluppare le esigenze assistenziali adeguate, ciò non è ancora abbastanza. 

Grazie al Prof. Maurizio Munelli, che mi ha fornito tutte le spiegazioni tecniche, ho potuto interrogare il Ministro della Sanità per chiedere che azioni intende intraprendere al fine di approvare le linee guida ADHD in età evolutiva ed adulta, sia per quanto riguarda le indicazioni terapeutiche, sia per predisporre un’adeguata campagna di informazione e formazione che sostenga le famiglie in un percorso così difficile dell’età evolutiva.